Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Lui & Lei > Il ricatto di Elena....parte 1
Lui & Lei

Il ricatto di Elena....parte 1


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
08.03.2026    |    1.844    |    1 9.5
"Ma mentre guardavo il fumo della griglia salire verso il cielo, sapevo che il "saggio Max" era morto..."

Per oltre vent'anni, io e il padre di Elena siamo stati come fratelli. Le nostre famiglie erano un incastro perfetto di domeniche a pranzo, vacanze condivise e confidenze davanti a un amaro. Io ero Max, l'uomo solido, l'amico fidato che aveva visto Elena crescere, passare dai giochi in giardino con mia figlia Martina ai primi libri universitari. Ero il suo "zio" acquisito, colui che la teneva per mano e a cui i suoi genitori affidavano la figlia con una fiducia che oggi mi scortica l'anima.

Tutto è cambiato quando Elena ha smesso di guardarmi come un mentore. Ha iniziato a frequentare il mio studio con scuse banali, sedendosi sulla scrivania con le gambe accavallate in modo che la gonna scivolasse via, rivelando centimetri di pelle ambrata. Mi fissava con quegli occhi lucidi, carichi di una malizia che non aveva nulla di infantile.
"I ragazzi della mia età sono solo rumore, Max," mi sussurrava, avvicinandosi fino a farmi sentire il profumo intenso del suo collo. "Io ho bisogno di un uomo che sappia prendermi, che abbia l'autorità della maturità. Un uomo come te."
Le sue "richieste di consigli" erano esche avvelenate. Sotto la tavola delle cene di famiglia, sentivo la pressione del suo piede risalire lungo l'interno della mia coscia, indugiando dove la tensione era massima, proprio mentre suo padre mi ringraziava per la mia amicizia. Io resistevo, ma lei stava minando ogni mia difesa.
Il lunedì di Pasquetta, nel villino, l'aria era satura di fumo di barbecue e risate. In veranda, Martina e i suoi amici alzavano la musica. Io scesi in cantina per recuperare del vino e sentii il clic della serratura. Elena era lì.
Si stropicciò contro di me con una ferocia elettrica, le mani che cercavano i miei fianchi. Quando provai a respingerla, giocò la carta del ricatto: "Se urlo ora, o se dico a mio padre che ci hai provato tu, la tua vita finisce qui. O mi prendi, o distruggo te e la tua famiglia."
Il sangue mi andò alla testa. Quella minaccia spazzò via ogni residuo di affetto, lasciando il posto a un disprezzo violento. La trascinai nel bagno della cantina, chiudendo la porta. Non c'era più spazio per la seduzione: voleva l'uomo brutale, e l'avrebbe avuto.
La sbattei contro il marmo freddo del lavabo, piegandola senza cerimonie. Ma invece di spaventarsi, Elena iniziò a ridere. Era una risata roca, gutturale, che accettava quella pseudo-violenza come il coronamento del suo piano. "È questo che volevi, Max? Trattami come la troia che sono," mi provocò, guardandomi attraverso lo specchio con uno sguardo di pura sfida.
Le strappai gli slip, lasciando che la sua carne tesa e umida si premesse contro il lavandino. La penetrazione fu un urto di rabbia e desiderio represso per anni. La possedevo con colpi secchi e profondi, mentre lei rispondeva con gemiti che si trasformavano in risate eccitate. Le mie mani le stringevano i fianchi così forte da lasciarle i segni, ma lei si inarcava, reclamando ancora più forza.
Volevo umiliarla, segnarla per quel ricatto. La feci chinare ancora di più, cercando con decisione la via anale. Sentii la sua resistenza fisica, un lamento strozzato che si sciolse subito in un nuovo sussulto di godimento estremo. Nello specchio vedevo i nostri corpi uniti: la mia figura matura, carica d'odio, e la sua giovinezza sfrontata che godeva di ogni spinta. Le afferrai i capelli, tirandole indietro la testa per costringerla a guardare la sua stessa profanazione. La feci venire più volte contro il marmo, mentre io continuavo a usarla senza pietà, alimentato dalla sua risata trionfante. Culminai con una sborrata anale violenta e abbondante, un getto caldo che le lasciò addosso il mio marchio di disprezzo e possesso, proprio davanti a quell'immagine riflessa che ci condannava entrambi.Ma poi lei con un ultimo gesto beffardo,raccolse la sborra che le colava dal culo e se la lecco .
Pochi minuti dopo, il silenzio del bagno fu rotto solo dal rumore dell'acqua. Mi sistemai i vestiti con le mani ancora tremanti, mentre lei si ricomponeva con una calma glaciale, pulendosi con un asciugamano e lanciandomi un ultimo sorriso di vittoria.
Tornammo in giardino. Mi sedetti accanto a suo padre, che mi passò un amaro dandomi una pacca sulla spalla: "Sempre il solito Max, il migliore degli amici." Incrociai lo sguardo di mia figlia Martina, ignara di tutto. Elena si sedette accanto a lei, ridendo e scherzando come se quel bagno non fosse mai esistito. Ma mentre guardavo il fumo della griglia salire verso il cielo, sapevo che il "saggio Max" era morto. Ero diventato l'amante segreto della ragazza che avevo visto nascere, prigioniero del suo ricatto e di quel piacere sporco che ora ci legava per sempre.E non sapevo come sarebbe finita.....
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.5
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Il ricatto di Elena....parte 1:

Altri Racconti Erotici in Lui & Lei:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni